Evoluzione SMART WORKING – Prima e dopo il Covid19

A causa dell’emergenza COVID-19, sono numerose le aziende che hanno concesso a dipendenti e collaboratori la modalità del lavoro agile, ovvero lo smart working, il lavoro da remoto.

Fondirigenti ha realizzato un’indagine in proposito attraverso un questionario online, su un campione di 800 aziende (distribuite sull’intero territorio nazionale e costituite per la maggior parte da piccole e medie imprese del settore privato) e sono emerse le seguenti principali considerazioni:

In smart working
la metà dei lavoratori

Circa la metà dei lavoratori sta lavorando in modalità smart working ma la tendenza è in costante aumento e si stima di coinvolgere 6 lavoratori su 10.

Smart working efficace
e apprezzato dai lavoratori

Non si evidenziano sostanziali differenze tra il lavoro standard in ufficio e quello agile da remoto e i lavoratori apprezzano questa nuova modalità di lavoro.

Smart working approvato
anche dalle aziende

La maggior parte delle imprese è a favore dello smart working e della riorganizzazione del lavoro per obiettivi, concedendo dotazioni tecnologiche aziendali per il lavoro da remoto.

Come veniva considerato lo Smart Working prima dell’emergenza COVID-19?

I dati parlando chiaro, prima del coronavirus le aziende del territorio italiano che avevano attivato il lavoro agile erano così suddivise:

39%

NORD

42%

CENTRO

36%

SUD

Quindi quasi un lavoratore su 3 utilizzava già la modalità di lavoro in smart working per una media di poco meno di 2 giorni a settimana e con una maggiore incidenza nel centro Italia, vista la peculiarità del tessuto produttivo di questa zona più rivolto ai servizi. 

Le PMI si sono dimostrate inoltre leggermente più flessibili nel concedere il lavoro agile rispetto alle grandi aziende.

Smart Working ed emergenza COVID-19: boom di crescita!

La delicata situazione scatenata dall’emergenza sanitaria, ha visto un’impennarsi improvviso della diffusione del lavoro agile, adottato dal 97% delle aziende prese a campione.

Quasi l’80% delle imprese ha coinvolto in modalità smart working oltre la metà dei lavoratori in forza e non si sono riscontrate particolari difficoltà di adattamento in base alle differenze di età o alle mansioni svolte, segno che questo nuovo modo di lavorare, ha le potenzialità per essere utilizzato ampiamente nella maggior parte dei casi.

Le aziende hanno avvitato la modalità del lavoro agile, concedendo a dipendenti e collaboratori tutte le dotazioni tecnologiche necessarie per svolgere al meglio il proprio lavoro anche da remoto (in particolare pc, connessione internet, piattaforme per videoconference ecc.) oltre che adottare una nuova concezione organizzativa del lavoro basata principalmente sul raggiungimento degli obiettivi.

Ciò fa emergere la nascita di una nuova cultura aziendale basata più sulla fiducia e responsabilità del lavoratore che sul tradizionale controllo gerarchico, con maggior flessibilità e collaborazione, a scapito di rigidità e forte competizione che hanno sempre caratterizzato il lavoro fino ad oggi.

A questo link è possibile scaricare la versione completa dell’analisi di Fondirigenti: versione completa

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