Didattica a Distanza e Valutazione: quale metodologia utilizzare?

L’emergenza improvvisa del coronavirus Covid-19 ha completamente rivoluzionato le nostre vite e anche il mondo della scuola e della formazione ha dovuto adattarsi e reinventarsi molto velocemente.

Anche nella formazione continua finanziata in cui opera EPIC con i relativi enti consorziati, la Regione Veneto ha dato il via alla modalità della didattica online.

La formazione a distanza, supportata da piattaforme online di videoconference, è risultata subito una buona soluzione per continuare l’attività formativa e non perdere tempo prezioso.

Eppure, se da una parte fare lezione davanti allo schermo di un computer può essere di primo acchito, la risoluzione a tutti i problemi, dall’altra si aprono una serie di punti interrogativi, ai quali fino ad oggi non si era mai data alcuna risposta. Primo tra tutti, la modalità di valutazione dell’apprendimento.

Qual è il modo migliore per valutare le conoscenze utilizzando la modalità formativa a distanza?

Il quesito è lecito e nasce dal fatto che le modalità ordinarie di valutazione, risultano non sempre applicabili correttamente quando si parla di didattica online. Questo perché la non presenza fisica durante test orali, scritti ecc. non permette al docente di avere un pieno controllo della situazione come avviene normalmente in aula.

Il problema principale è dato, in particolare, dal rischio di non completa autenticità degli elaborati, in quanto lo studente/corsista, si trova in un contesto diverso, dove può avere accesso (senza essere visto) ad “aiuti” vari (web, libri di testo posizionati vicino al pc, persone nella stanza che possono suggerire…ecc.).

Inoltre, altro problema di non poco conto, è costituito dalla qualità della connessione internet che ad esempio, in una prova a tempo, finirebbe per penalizzare coloro che riscontrano eventuali problemi tecnici.

Pertanto, ciò che emerge chiaramente quando parliamo di parametri di valutazione in modalità formazione a distanza, è che dati i diversi fattori che entrano in gioco, risulta complicato definire un criterio unico che garantisca un’equità di valutazione comune e imparziale per tutti.

 

Valutazione = Voto? Non necessariamente!

Probabilmente la considerazione più importante che si dovrebbe fare è quella di demolire il concetto tradizionale per cui valutare le competenze implica l’assegnazione di un voto, secondo una precisa scala di valori.

Per quale motivo questo concetto rivoluzionario è fondamentale soprattutto per la didattica online?

Il ragionamento è il seguente:

  • Il voto genera ansia e in un momento così particolare, come quello che stiamo vivendo, meno ne creiamo e meglio è! Ecco quindi, che invece di assegnare un voto, ad esempio da 0 a 10, il docente può valutare gli elaborati segnalando meriti ed errori e gli eventuali miglioramenti che lo studente potrebbe fare. In questo modo, quest ultimo viene responsabilizzato sul proprio operato e più che una prestazione, si valuta la capacità di migliorarsi sempre di più.
  • Valutare il processo e non la prestazione? Scelta vincente! Attraverso consigli, annotazioni, e ulteriori domande di approfondimento che stimolino la mente dello studente e accendano la sua curiosità, il docente può esprimere una valutazione che tenga conto del percorso svolto fino ad oggi e dell’impegno intrapreso.
  • Il ruolo chiave dell’autovalutazione: indipendentemente dal processo di valutazione del docente, qualsiasi studente/corsista dovrebbe anche essere in grado di autovalutarsi per comprendere il livello di approfondimento delle proprie conoscenze.

Pertanto, se non si utilizzano i metodi tradizionali di valutazione, il processo valutativo può avvenire su tre differenti livelli: relazionale/interattivo, cognitivo e meta cognitivo.

PIANO RELAZIONALE/INTERATTIVO 

Su questo piano non vi è un vero e proprio processo di conoscenza, ma è fondamentale perché ne prepara le basi. Come può infatti uno studente/corsista essere aperto all’apprendimento se non ha fiducia e stima del proprio docente? Ecco quindi che la capacità relazionale di quest ultimo gioca un ruolo di primo piano ed operativamente, messaggi di semplice assenso, richieste di informazioni e risposte semplici, hanno un ruolo cruciale.

PIANO COGNITIVO

In questo piano avviene il processo di apprendimento vero e proprio e nella pratica si traduce in formulazioni di ipotesi, risposta a domande complesse e utilizzo di esperienze personali.

PIANO META COGNITIVO

È questo il piano più significativo da privilegiare, dove viene stimolata la riflessione critica dello studente/corsista sul percorso svolto e sugli obiettivi raggiunti. Operativamente si parla di pianificazione del proprio lavoro, formulazione di una sintesi e di un confronto tra discipline differenti, valutazione critica del proprio operato o di quello di altri partecipanti.

In un contesto di didattica online quindi, ha senso potenziare maggiormente il piano metacognitivo e utilizzare soprattutto questo per formulare una nuova metodologia di valutazione.

Non ha infatti molta utilità scegliere in questo contesto, le classiche prove di verifica utilizzate nella formazione tradizionale, ma piuttosto viene richiesto uno sforzo da parte del docente per trovare nuove modalità, che permettano allo studente/corsista di esprimere il proprio pensiero critico e autentico.

Non è fondamentale quindi la riproduzione del sapere ma piuttosto la sua costruzione a partire dalle risorse che ognuno ha a disposizione.

L’elaborazione personale delle conoscenze, l’introspezione e il pensiero critico dello studente/corsista, costituiscono quindi la chiave di volta che permette di superare lo scoglio della modalità tradizionale di valutazione della didattica trasmissiva per crearne una più innovativa, più vicina al concetto di “essere” e non solo del fare e del ripetere quanto già trasmesso.

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